2016 • il lato oscuro del denaro 

Luci ed Ombre del Danaro: dall’Oro al Capitale di Carta

“Oro, oro, oro, l’oro è tutto e tutto senza oro è niente”

Così scriveva Diderot magnificando il nobile metallo e la sua magica luce. Luce incorrotta, eterna, purifican-te, Luce mistica che prelude all’Oro Potabile, al Grande Elisir, alla Pietra Filosofale. Che dunque l’uomo , da sempre, lo abbia ricercato, bramato, sino a produrlo attraverso la Grande Opera dell’Alchimia, sino a dannarsi l’anima per averlo è forse comprensibile. Ma quando lo stesso avviene per il suo sostituto volgare, cioè la vile Carta-moneta, ciò diventa meno comprensibile. Si innescano processi mentali tesi all’accumulo compulsivo che sottendono non solo avidità, avarizia, cupidigia, ma soprattutto un profondo senso di insicurezza ed il bisogno di dominazione. Abbandonato il baratto diretto, con tempi e modalità differenti a seconda dei luoghi e delle varie civiltà, si passa al baratto mediato attraverso l’uso di una terza merce, il denaro. Il valore di questo, stabilito per convenzione, è sempre stato fluttuante e soggetto ad inflazione o deflazione. Niente di più instabile ed insicuro dunque. Perché in sostanza il denaro, e ancor di più la carta-moneta, può essere qualsiasi cosa che le parti considerino scambiabile. Le sue caratteristiche ottimali, quelle desiderabili da ogni Governo, sono: A) la sua possibilità di essere immagazzinato per lunghi periodi senza essere deperibile (e dunque è tossico in quanto trattato con sostanze chimiche affinchè non sia attaccato da batteri, funghi, parassiti).

B) di essere facilmente trasportabile e quindi avere volumi ridotti (le banconote in tutto il mondo negli ultimi decenni sono diminuite di dimensioni, solo gli Stati Uniti mantengono misure standard da lungo tempo).
Ma, soprattutto, la carta-moneta non deve essere reperibile al di fuori dei circuiti legali. Per questo prodotto artificiale vale solo la domanda e l’offerta dello stesso, che ne determina il valore, così se un Governo stampa più banconote incrementa l’offerta ma ne svaluta il valore e quindi il denaro vale meno di prima dell’emissione delle nuove banconote. Così chi ne ha accumulato un bel po’ si ritrova solo con in mano chili di carta straccia. Carta straccia che per essere prodotta è costata tra l’altro un notevole danno ecologico: Alberi abbattuti, am-mendanti chimici, fibre di cotone e canapa oggi mescolate a fibre di sintesi e filamenti di metalli tossici, per non parlare degli inchiostri ai fluoruri o derivati dagli idrocarburi. Di questo è fatta la moneta cartacea. Allora perché la maggior parte delle persone ne desidera ben oltre le sue necessità effettive? Che senso ha “collezionare” banconote, che tra l’altro passando di mano in mano sono sudice e veicolano anche virus e malattie? Eppure si è ancora ben lontani dal rinunciare a sostituirle con altro. In molti paesi ad esempio c’è una forte resistenza ad accettare le Carte di Credito, non solo per gli esosi costi bancari, ma anche e soprattutto perché le persone non le percepiscono come denaro. A tutt’oggi il “Denaro Digitale” è un completo fallimento e le valute come il “bit-coin” hanno raggiunto nonostante le imposizioni e gli obblighi voluti dalle grandi imprese finanziarie e dai Governi una ben misera diffusione. Come riserva di valore la carta- moneta è dunque aleatoria, e il Capitale proietta le sue inquietanti ombre, oscure e malevole, ovunque l’accumulo avvenga a danno della dignità e della libertà dell’uomo, il che è quasi sempre così. Ma nello stesso tempo l’essere umano vuole illudersi che il suo possesso lo affranchi da tutti gli affanni della vita e che dunque più ne ha più la sua esistenza sarà sicura e serena. Sino al prossimo crollo in Borsa che lo lascerà più povero, deluso, spaventato e disperato. Luci ed Ombre della mente umana....

Claudio Giorgetti 

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